martedì, 27 settembre 2005

Vorrei spezzare una lancia....

Molto spesso i cineasti sono portati a parlare di film "di un certo tipo", o di un certo spessore. C'è una specie di censura implicita nell'intenditore cinematografico. Mi chiedo il perché...

La mia perplessità è nata un giorno, leggendo "Il Mereghetti". Ho letto la critica di uno dei film che più ho amato di Monicelii: Il marchese del grillo. Il critico sosteneva che il film non era riuscito perché mostrava i capricci di un nobile annoiato che si divertiva a fare scherzi per...e bla bla bla bla bla....

Non capivo come un film così divertente, anche se non ha velleità artistche alla Lars von trier, potesse essere criticato così duramente. Se una delle funzioni della commedia è l'intrattenimento, e questa commedia intrattiene e diverte, il sillogismo mi sembra perfetto, la conclusione dovrebbe essere che il film è riuscito!

Da questa premessa segue che i film di Corbucci, l'intera serie der Monnezza per intenderci, secondo la mia modestissima opinione sono da rivalutare. Anzi, a volte mi chiedo, quando giudichiamo geniali i dialoghi di Tarantino, ma non soffriremo un pò di esterofilia?

Oltretutto lo stesso regista americano ha dichiarato di essersi ispirato tantissimo ai polizieschi italiani. Mi ha fatto ridere tantissimo il fatto che adesso si stia rivalutando Barbara Bouchet, dopo che lo stesso autore di Pulp Fiction l'abbia definita una musa del suo cinema

Il mio non vuole essere assolutamente un discorso nazionalista, me ne guardo bene per carità!, ma forse dovremmo essere un pò meno criticoni e intellettualoidi nei giudizi, per non far poi queste figure!

Inoltre vorrei spezzare una lancia in favore di "Tomas Millian", che a parte con Corbucci, ha lavorato anche con Antonioni, ha recitato in traffic...ha un curriculum da fare invidia!

E poi...come le tirava lui le pizze.... non è vero Bombolo?

Pzz  pZZ ah commissa'...

 

 

postato da: andreamicali alle ore 12:23 | Permalink | commenti
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mercoledì, 21 settembre 2005

Umberto D.: quattro soldi, tanta fantasia, e un cuore grande così!!!

Il fantastico periodo del neorealismo italiano in genere è "riassunto" da film come "ladri di biciclette" di Vittorio De Sica, da "La terra trema" di Luchino Visconti, da "Paisà" di Roberto Rossellini ecc. ecc. Ma non è tutto..

Dall'alchimia di due grandi artisti come Vittorio De Sica e Cesare Zavattini, c'è anche "Umberto D." un film nato con quattro soldi, tanta fantasia e un cuore grande così!

Questo uomo distinto è Umberto Dante Ferrari (anche se assomiglia a Giovanni Storti, di Aldo, Giovanni e Giacomo), in compagnia del suo cane. Umberto D. e il cane sono compagni e amici, e vivono di stenti ai margini di una società che li ha usati e gettati, verso il tramonto della loro vita.

De Sica è magistrale nel rendere con primi piani e silenzi assoluti lo stato d'animo del povero Umberto D., un vero signore anche se squattrinato, sempre gentile, premuroso e educato .

Vien quasi da dire "un signore d'altri tempi". Ma purtroppo i tempi cambiano, e gli uomini che rimangono indietro non hanno vita facile.

L'idea da cui parte il film è semplicissima: un pensionato non riesce a tirare fino a fine mese con i soldi della pensione, e tenta in tutti i modi di sopravvivere: vende libri, oggetti, vestiti, si fa persino ricoverare, per avere il pasto pagato per una settimana, ma non è mai sufficente...

Non aggiungo nient'altro anche perché alla fine della pellicola avevo le lacrime agli occhi dall'emozione. Molto raro che un film mi strappi le lacrime ve lo giuro. Assolutamente da non perdere! 

postato da: andreamicali alle ore 17:29 | Permalink | commenti (4)
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domenica, 18 settembre 2005

Cinderella man: Ko!!!!

Un pò per la simpatia nei confronti di Russell Crowe e Ron Howard (chi di noi non lo ricorda!), mi sono imbattuto in questo film. Anche Rene Zellweger ha fatto la sua parte nel convincermi ad andare a vedere questa pellicola. Ma nonstante le premesse il film si è rivelato una delusione totale. Personalmente mi ha ricordato molto il ciclo "Rocky", in cui un uomo, prendendo a cazzotti dei bovini in una cella frigorifera arriva a diventare il campione del mondo. In questi film, non so se sono eccessivo nel giudizio, ci vedo molto il tentativo nazionalista di riaffermare il mito dell'"American dream". A volte infatti in questo film James (il protagonista), nonostante il mondo gli remasse contro, nonostante la crisi del '29 lo avesse ridotto sul lastrico, afferma: "La nostra è una grande nazione...". Noi italiani bestemmiamo contro il nostro paese per molto meno! O i nostri eroi sono molto meno eroi, o i nostri eroi sono più uomini e i loro, a volte sono più politici! Oltretutto il film cade in un periodo in cui gli stati uniti hanno bisogno di risollevare il loro consenso internazionale...ma forse è meglio non spingersi oltre con le speculazioni...La boxe è un ottimo spunto drammaturgico, ma in questo caso è stato solo uno spunto per un film di propaganda; parere personale ovvio. 

 

postato da: andreamicali alle ore 13:22 | Permalink | commenti (4)
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giovedì, 15 settembre 2005

Tutto riparte da Venezia

Ciao a tutti...dopo una bella assenza si ricomincia...da dove? Da Venezia e da dove se no? Sì e da poco conclusa la mostra del cinema di Venezia, e abbiamo tutti tifato per il nostro attore e/o regista preferito, o semplicemente abbiamo seguito con curiosità uno degli eventi mondani che si ripresentano ogni anno. Mi piacerebbe vedere sicuramente il film Cinderella Man, oppure il film di George Clooney; degli "italiani" sono molto curioso del film della Comencini e di quello di Pupi Avati...speriamo che questa volta possa poter dire: "eh no! Questa volta la giuria si è sbagliata!!! meritavamo qualcosa in più noi!!!!!!!", ma comunque, polemiche a parte, è sempre bello per chi ama il cinema, seguire le vicende legate ai film, persino Marzullo smette di essere pesante....non c'è nulla da fare, il cinema è magia!

postato da: andreamicali alle ore 10:25 | Permalink | commenti (4)
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