martedì, 25 ottobre 2005

Kubrick mania

Ci sono immagini che son passate alla storia dell'iconografia cinematografica. Poche persone non riconosceranno ad esempio questa

 

Oppure più recentemente questa:

Per non parlare poi di questa:

Di fatto, il regista Newyorchese, adottato dalla capitale britannica, ha fatto della sua visione della vita noir e nichilista un tratto distintivo della sua opera cinematografica. Nell'ambiente cinematografico è altrettanto famoso per essere tanto un regista geniale, quanto (a detta di un suo collaboratore francese) un imbecille come datore di lavoro. Un'altra delle caratteristiche di questo oscuro personaggio, una curiosità forse, è che diceva che filmare la gente che si diverte non diverte la gente. E infatti quasi tutti i suoi personaggi hanno scheletri nell'armadio, e non si possono permettere una pura gioia. Il regista è inoltre diventato famoso per come ha saputo valorizzare l'aspetto visivo nel cinema. Per ritornare ad Arancia meccanica, ad esempio, l'introduzione della "pop art" anche nelle scene di violenza più cruda o negli arredamenti dei locali,  ci fan vedere tutto il film come se si trattasse di un mondo virtuale e quindi in maniera tale da "smorzare" la violenza stessa.

E' famoso inoltre per i suoi esperimenti di musica classica accostata all'ultra moderno (come nel Waltzer di Strauss in 2001 Odissea nello spazio) o alla violenza stessa (Arancia meccanica).

Oppure per la sua passione per la guerra e le strategie militari, che per tutta la vita gli han fatto accarezzare il sogno, mai realizzato,di fare un film sulla vita di Napoleone. Una volta in un'intervista dichiarò di subire, nonostante la tragicità del periodo in questione, e le sue origini ebree, una certa attrazione, anche se in negativo,dal periodo storico del nazismo.

     

Forse non tutti sanno che Kubrick era anche un appassionato giocatore di scacchi, e che in alcuni suoi film (ad esempio Rapina a mano armata o 2001 odissea nello spazio) viene dedicato un momento a questo suo passatempo.

Inoltre,da Rancia meccanica in poi decise di non seguire più il normale iter nella creazione di un film,creandolo invece giorno dopo giorno, senza un copione da seguire. E' vero che i suoi film sono tutti basati su romanzi scritti,ma oggi quale produttore si fiderebbe della fanatsia di un regista come in passato fecero quelli della MGM o della Warner?

Un mondo di cose ci sarebbero ancora da dire su questo genio (o imbecille) del nostro secolo, ma forse sono già state dette più e più volte. Una cosa è certa: mai come in questo autore,la sua biografia spiega alcuni "angoli bui" della sua filmografia e la cocente disillusione e il cinismo dei suoi personaggi. Kubrick è assolutamente un pessimista, e a memoria ricordo con difficoltà delle risate nei suoi film.

postato da: andreamicali alle ore 10:40 | Permalink | commenti (1)
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mercoledì, 12 ottobre 2005

Mai sottovalutare la commedia!

Ultimamente, salvo rari casi, la commedia è stata trattata nel cinema come un sottogenere o comunque una forma d'intrattenimento priva di contenuti forti e significativi. Una delle tipicità fondamentali della commedia è sicuramente la caratterizzazione dei personaggi. Mi spiego: in un film drammatico non ci importa soffermarci su dettagli insignificanti del carattere del protagonista, del tipo come gli piace vestirsi o quali tic abbia, perché il personaggio è proiettato verso l'impresa da compiere. I soggetti "da commedia" invece recitano personaggi a tutto tondo, con sfumature tra il bene emale, mai completamente positivi, nè completamente negativi.

Shakespeare è stato sicuramente il più grande maestro di tutti i tempi nel genere della commedia per la sua abilità di partire dal "popolare", tipico della storia di questo genere, e giungere al raffinato al bello universale. Veramente raro, anzi direi quasi unico.

Dal numero uno passiamo ai giorni nostri! In particolare a questa brillante commedia tratta dal romanzo di Truman Capote, lettore "divorato" dagli appassionati del genere della commedia sentimentale in America.

Anche il film è considerato una commedia sentimentale. Il regista Blake Edwards è specializzato nel genere e riesce brillantemente a esprimere coi colori, i dialoghi brillanti, il ritmo sostenuto, l'alternarsi di dramma e comicità di basso livello, a dipingere un mondo coerente col personaggio di Holly Golightly, magistralmente interpretato dalla bellissima Audrey Hepburn, veramente un'icona del cinema.

L'amore è il filo conduttore tanto delle commedie di Shakespeare quanto di quelle di Capote. La differenza sono i problemi legati alle diverse epoche. Nella New York di Holly, l'immagine e l'appartamento a Manhattan sono d'importanza vitale per la giovane e "pazza" Holly, che quando è afflitta da paturnie va a fare colazione da Tiffany, una gioielleria immensa e rinomata. Per quanto voglia mimetizzarsi tra l'elite della città, la donna continuamente mostra le sue origini ingenue e popolari, destando l'attenzione di schiere di uomini che, dal suo punto di vista, vorrebbero metterla in gabbia. Ma Holly, come il gatto selvatico che ha in casa e a cui si è rifiutata di dare un nome, vuol essere libera, libera di esprimere la sua femminilità un pò civettuola e infantile. Ma in questa sua individualità esasperata non si è accorta di essersi costruita la sua gabbia dorata...

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martedì, 04 ottobre 2005

Mamma li coreani!!!

Il cinema come forma d'arte, ha un insieme di regole codificate, e tante che via via si "standardizzano". Niente di male, dopotutto è un'arte decisamente giovane (1895 circa), quindi c'è ancora un mare di cose da scoprire. Noi spettatori abbiamo avuto l'illusione durante gli anni '60 e '70 che il cinema "classico" fosse quello americano. E in effetti quel cinema ci ha lasciato un'eredita iconografica assolutamente unica.

Ma i tempi cambiano, e noi dobbiamo stare al passo coi tempi. "Old boy" è un film coreano, di Park chan-Wook, ed è stato premiato a Cannes nel 2004. Incuriosito anche dal giudizio positivo dato da Quentin Tarantino, mi sono immerso nel "linguaggio cinematografico coreano".

Le caratteristiche di questo film mi hanno notevolmente sorpreso. Ha senso oggi parlare di un modo orientale di fare cinema? Beh, guardando questa pellicola a prima vista no...ma solo a prima vista! Il cinema, come forma d'arte è l'espressione della verità di un popolo, di una nazione, e quindi la filosofia di un popolo.

Per chi conosce un minimo il cinema giapponese, troverà in questo film un continuum occidentalizzato, per gli altri è un interessante film d'azione. Per me la verità sta nel mezzo: è un interessantissimo film orientale che risente della cinematografia occidentale.

 

Da vedere comunque!!!!

postato da: andreamicali alle ore 18:25 | Permalink | commenti (2)
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sabato, 01 ottobre 2005

Non si può...non fare i conti col proprio passato!!!

 Dirigibile ITALIA, spedizione al Polo Nord, arrivati alle H02:20 del 24 maggio 1928.

Il film è ispirato a un fatto di cronaca realmente accaduto: la spedizione di un dirigibile italiano al polo nord, comandata dal generale Umberto Nobile.

Sfortunatamente la missione non andò bene: dopo aver posato al polo un crocificco e la bandiera italiana, sulla via del ritorno urtarono la banchisa polare.

Alcuni uomini volarono via col pallone, altri cascarono sul ghiaccio con la cabina 

Il generale Umberto nobile, venne recuperato per primo da un aviatore svedese e portato in salvo. Nella spedizione aveva portato con sè il suo cagnolino, che si salvò pure lui.

  12 Luglio 1928: il resto dell'equipaggio sopravvissuto viene recuperato da una nave rompighiaccio Il "Krassin", grazie alla radio ad onde corte, per altro consigliata da Marconi, che il dirigibile aveva in dotazione. Gli uomini volati via con il pallone e tre della "tenda rossa" non sopravvissero all'attesa.

Questo meraviglioso film narra la vicenda dell' "Italia" (il nome del dirigibile), ricostruendo la vicenda dal punto di vista del generale nobile, processato dai suoi fantasmi, ovvero chi non era sopravvissuto al terribile incidente.

Lui in quanto comandante sente addosso il rimorso della vicenda, soprattutto per un motivo: è stato il primo a essere riportato alla base, ha abbandonato il suo equipaggio in pericolo.

Il film è veramente bello, il cast è d'eccezione (Claudia Cardinale, Sean Connery, solo per fare due nomi), la colonna sonora è ispirata, d'altronde quando c'è di mezzo Ennio Morricone, non c'è da aggiungere altro.

Il soggetto e la sceneggiatura sono geniali. Certo la storia in sè ha già una sua drammaturgia forte, l'episodio è già in sè cinema, ma la trovata del dover fare i conti con la propria coscienza e con i propri fantasmi è ciò che rende tutta questa vicenda vero cinema, e cinema di altissima qualità.

Il film è una co-produzione italo-russa. il regista Mikheil Kalatozishvili; soggetto e sceneggiatura Ennio De Concini; Sean Connery, Hardy Krüger, Peter Finch, Claudia Cardinale, attori protagonisti.

Capisco che è difficile trovarlo questo film, ma vale la pena cercarlo nell'angolo più buio della vostra videoteca di fiducia...o magari su internet ;-)

 

postato da: andreamicali alle ore 12:11 | Permalink | commenti
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